Blade Runner 2049

Blade Runner 2049Blade Runner 2049, thriller del 2017, un film per gli appassionati di fantascienza, esordio nelle sale cinematografiche nel 2017 (ottobre), dove gli attori principali sono Harrison Ford e Ryan Gosling, diretto da Denis Villeneuve e distribuito in Italia da Warner Bros, durata 152 minuti.

Blade Runner 2049: la trama

In pratica sequel del primo film, la storia riprende vita dopo 30 anni dai fatti accaduti dalla pellicola originale del 1982 (Ridley Scott). Dopo molte vicende violente avvenute nel 2020, i replicanti vengono messi al bando dalla Tyrell Corporation.

Un grande black out, nello stesso anno, ha distrutto quasi totalmente ogni digitale dato della terra, cambiamenti climatici gravi hanno generato una serie di carestie, e gli umani sono sopravvissuti solo grazie a sintetiche colture della Wallace, un'azienda con a capo un personaggio misterioso di nome Neander Wallace, interpretato da Jared Leto, che grazie a questi guadagni, ha acquisito le importanti tecnologie ideate dalla Tyrell, per poi sviluppare una nuova specie di replicanti, che obbediscono completamento al genere umano e dalla vita indefinita (data scadenza).

A Los Angeles, nel 2049, regna un apparente tranquillità, perlomeno fino a quando uno dei Blade Runner l'agente K (Ryan Gosling), fra gli incaricati di dismettere i modelli più datati che ancora vivono nascosti, fa una scoperta particolare nel corso della missione, mettendo alla luce un segreto di alcuni anni passati, la cui rivelazione potrebbe di certo dare il via a un catastrofico evento.

L'agente K, seguendo i precisi ordini dei superiori, indaga per cercare tute le persone abbinate a questo segreto, per definitivamente nascondere ogni traccia dello stesso segreto e a tutti i costi. Nel corso della missione, K comincerà ad avere dei dubbi sulla moralità della sua missione, arrivando a incrociare Deckart, sparito da circa 30 anni.

Blade Runner 2049 la Critica

Dialoghi e struttura narrativa fanno acqua, ma non conta molto. Nella visiva magnificenza, quasi sperimentali, con scene astratte e rarefatte, come un insieme di situazioni filosofiche riguardanti la definizione e l'identità stessa di 'umano'. Il regista cerca di non superare, ma allo stesso tempo di allargare, il lavoro e la regia del primo film di Scott.

Questa sua visione orizzontale che supera l'orizzonte fa del nuovo Blade Runner 2049 una sorta di progressista utopia, una pellicola cinematografica totalmente consapevole che nelle sale cinematografiche odierne, o forse di sempre, un remake o un sequel vivranno sempre un alone nostalgico nei confronti dell'originale dove l'aspetto principale è sempre un replicante, che in modo orgoglioso e doloroso è cosciente della sua identità, il vero punto di forza.

Il film originale è fra i più citati, amati e studiati di tutta la storia del cinema, di cui ne sono state fatte ben 7 diversi cut, nel 2007 l'ultimo, quello che in pratica ha dato garanzie a Scott e la libertà totale artistica che fino a quell'istante gli era stata negata. In quale versione lo si guardi importa veramente poco: il primo film diretto dal regista inglese rimane uno dei grandi film capolavoro e il tempo che passa non gli toglie l'efficacia.

Per questo, il nuovo film ha richiesto molto coraggio e una certa incoscienza, nel poter realizzare al meglio uno nuovo e in pratica un sequel. Lo stesso Ridley Scott, inizialmente, ha accarezzato il progetto e di dare un seguito al primo, infatti qualche anno fa era andato molto vicino alla realizzazione, per poi rimandare e fare dietrofront, per rimanere sul progetto solo come produzione. Infatti, la regia di Blade Runner 2049 è stata realizzata da Denis Villeneuve.

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